Eccellente Des Grieux

Sulla scelta di Giacinto Prandelli ad interprete del Cavaliere Des Grieux per la recente edizione televisiva della pucciniana Manon e sui risultati estetici della sua partecipazione all’eccezionale spettacolo, tutti i giudizi della stampa accreditata si son trovati a consentire in senso largamente ammirativo, caso tanto più raro trattandosi d’un genere spettacolare ancora così vivacemente discusso.

Fatto naturale, questo, ove si consideri che da tempo, e per unanime ammissione della critica più autorevole, il nome del celebre tenore risulta riferito a quell’aspirazione d’arte perseguita e raggiunta attraverso il consapevole affinamento, l’indefesso studio, il graduale approfondimento e lo scavo psicologico, onde il personaggio scenico esce rivestito dei caratteri di una personale creazione, cui la vocalità appresta una propria adeguata cifra espressiva.

Validissimo interprete e cantante di squisita sensibilità si è ancora una volta rivelato Prandelli.

La figura dell’ardente nobiluomo immaginato dal Prévost a struggersi d’amore e perdersi accanto alla deliziosa Manon, egli l’aveva animata del proprio canto in oltre duecento rappresentazioni dell’omonimo capolavoro di Massenet nei maggiori teatri del mondo, ma non s’era ancora misurato sul più appassionato e meridionale disegno che di Des Grieux ha tratteggiato Giacomo Puccini.

Un debutto, quindi, per Prandelli, eccezionalmente felice, quale attendeva dagli anni della sua prima iniziazione al teatro lirico, allorché aveva studiato lo spartito pucciniano.

Ed è logico che l’interesse artistico e la maturata elaborazione ch’egli ha dedicato al personaggio non sfuggissero, quanto a risultati, al pubblico e ai critici. “Se dovessi dire quale dei due Des Grieux mi interessi maggiormente, sia dal lato scenico che vocale, mi troverei veramente imbarazzato: entrambi hanno una loro caratterizzazione lirica cospicua. Ma è certo che come temperamento il Des Grieux pucciniano mi è più congeniale…”. Questo afferma Prandelli, che si accinge ad interpretare in edizione originale l’opera di Massenet ad inaugurazione del Teatro Liceo di Barcellona, per poi ripeterla al Teatro dell’Opera di Roma.

Gli ulteriori impegni del celebre tenore lo prevedono inoltre al Comunale di Trieste quale Donello nella Fiamma di Respighi, e, dopo un nuovo soggiorno a Barcellona per alcune recite di Francesca da Rimini, ancora a Trieste nei Maestri Cantori. Nel frattempo, lo sentiremo alla Radio, per la serie delle celebrità, in un concerto Martini e Rossi (21 gennaio 1957).

(da Il Corriere del Teatro, novembre 1956)

Mario Morini