Renata Tebaldi, soprano

Ciso... ci siamo trovati bene fin dal primo momento, e l’immagine che ho di lui è quella di un gran signore, elegante e con una straordinaria presenza scenica. Era, ed è, sempre molto equilibrato, gentile, contento, sorridente.

Non l’ho mai visto fare un gesto di nervosismo e neanche durante le prove si lasciava mai andare... Ed era anche sempre attento a quel che diceva il maestro, meticoloso, e in questo ci somigliavamo moltissimo... Ci siamo anche divertiti tanto, soprattutto nei lunghi viaggi in nave. Quando si sapeva che c’eravamo noi, ci facevano cantare, di tutto, non solo l’opera, canzoni napoletane, soprattutto, accompagnati dalle orchestrine che suonavano tutte le sere per gli ospiti, durante interminabili feste da ballo... raccoglievamo fondi per gli orfani dei marinai... Ci siamo fatti tanta compagnia, anche con Anna Maria, con cui Ciso forma ancora adesso una coppia formidabile. Il loro è stato, ed è, un amore straordinario...

Siamo sempre stati molto uniti fra noi, contenti dei successi l’uno per l’altra: ricordo quella volta che Ciso mi aveva anticipato che il maestro Toscanini voleva fare l’audizione anche a me per il concerto d’inaugurazione della Scala, dove poi infatti cantammo ambedue... che emozione, che orgoglio cantare con quel personaggio straordinario, che era tornato a dirigere in Italia per quella irripetibile occasione dopo aver fatto tanti anni di esilio in America...

Quante “Traviata” interpretate insieme a Ciso, in tanti teatri in tutta Europa, e un’“Adriana Lecouvreur” alla Scala... ricordo che proprio in quell’occasione era nato uno dei suoi figli... Qualunque personaggio interpretasse gli riusciva bene, vi si identificava anima e corpo, ce la metteva sempre tutta...

Per me è stata una grande gioia poter lavorare con una persona così affabile e professionale nello stesso momento... e la cosa bella è che la nostra amicizia continua tutt’oggi...